(PRIMAVERA 2003)
Dopo anni di lotte e di compromessi con un comune apparentemente indifferente ad un problema importante ed urgente come il buon funzionamento del depuratore del suo paese, dopo stagioni sprecate a dar retta solo a coloro che non hanno saputo amministrare bene il proprio paese, e dopo l’inevitabile denuncia da parte del concessionario del fiume per un diritto troppo a lungo negato, il concessionario del fiume è ora in attesa di un giusto processo. Dopo vari rinvii si potrà finalmente aprire la causa (in data ancora da definire) che vedrà il concessionario del fiume impegnato a difendere non solo il suo lavoro di pescatore fatto di rinunce e sacrifici, (accompagnati a tante soddisfazioni), ma anche alla difesa di un habitat, definito da molti esperti un vero e proprio "Parco Fluviale”, costretto ogni giorno a fare i conti con la tecnologia moderna (come può essere un depuratore) che non sempre funziona come dovrebbe; contro un comune che ad ogni difficoltà, invece di cercare di affrontarle riparando ai propri errori non esita a calpestare colui che della verità e della giustizia ha sempre fatto un suo credo.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso tra il concessionario del fiume e il comune non è stato lo scarico senza depurazione dei liquami nel fiume bensì quando sono cominciati i lavori della ri-parazione del depuratore, e di conseguenza i fanghi presenti in esso, che invece che essere portati nelle apposite discariche sono state svuotate all’interno del fiume, facendo sì che lo stato sempre
più instabile dell’habitat acquatico del Rio Pramaera andasse incontro ad una ennesima ed inevitabile moria di pesci.
L’indifferenza del comune ha costretto il concessionario del fiume nonché tutore di esso a prendere dei seri provvedimenti.
Purtroppo il giorno dell’udienza definitiva è ancora lontana, ma la speranza è che prima o poi qualcuno si trovi finalmente faccia a faccia con i propri errori e pregiudizi e ammetta i torti fatti riparando senza troppe polemiche.
LETTERA ANONIMA (Ann0 2003)
Nonostante sia in corso una causa contro il comune, senza parlare della relazione del proff. dell’università di Sassari, dove attesta nero su bianco il vero responsabile dell’inquinamento del Rio Pramaera, c’è sempre qualcuno che non soddisfatto che la ragione non sia dove vorrebbe lui, continua inutilmente a sputare veleno contro il concessionario del fiume che incurante delle sue minacce tutto ciò che può fare e riderci sopra …

Questo perché a inizio della stagione estiva del 2003 il signor Deiana Adriano si trova per caso tra le mani una lettera anonima indirizzata stavolta, non a lui ma bensì ad alcuni enti compreso lo stesso comune, con lo scopo di mettere in cattiva luce lo stesso Deiana, ma che come si leggerà nella lettera in questione, l’ unica persona a uscirne male sarà solo il suo autore.
Il Signor Deiana nell’ estate del 2003 vista l’ indifferenza dell’ amministrazione comunale per risolvere il solito problema del mal funzionamento del depuratore, e con tutte le carte in regola per compiere le consuete mansioni di apertura giornaliera della foce andò avanti per la propria strada incurante delle solite dicerie di paese e non.
IL COLLETTORE FOGNARIO
Nel nostro paese (Lotzorai), come tanti paesi costieri, il problema principale che si presenta puntualmente nel periodo estivo è riuscire a smaltire le acque degli scarichi fognari che accumulandosi e intasandosi a causa dell’aumento improvviso e non sottovalutabile della popolazione, può succedere che un semplice depuratore nato per un piccolo paese, vada in tilt all’arrivo dei turisti. Ed è molto più grave, quando dal depuratore andato in tilt fuoriescono liquami di ogni genere che attraversando un canale a cielo aperto vanno a finire direttamente nel fiume, per poi giungere in mare con relative conseguenze.
Ma a seguito delle diverse denunce (periodo dal 2001 al 2004) effettuate dalla società che gestisce la pesca nel Rio Pramaera, e alle pressioni in Regine da parte del comune di Baunei (con frazione S.M.Navarrese) -(( Una piccola parentesi è doverosa aprirla per spiegare brevemente la posizione geografica del comune di Baunei che pur essendo un paese di montagna a circa 15 Km dal mare ha come frazione S.M. Navarrese che pur non essendo tanto grande nel periodo invernale, in estate vanta un cospicuo numero di vacanzieri essendo questo situato lungo la costa ai piedi della montagna di Baunei ))-.
S.M.Navarrese, da anni senza depuratore pressava anch’esso affinché mettessero in opera questo collettore; ed è così che il comune di Lotzorai ha dovuto riprendere in mano un progetto vecchio di 20 anni, che comprendeva un collettore fognario che da S.M. Navarrese arrivasse al depuratore industriale di Tortolì-Arbatax.
Un “Collettore Fognario” non è altro che un canale che può essere coperto o scoperto, destinato a ricevere le acque di scarico e delle fognature, di bonifica o di drenaggio. Può essere di diametro di pochi cm a qualche metro per i canali di fognatura sino ad arrivare anche ad una decina di metri di larghezza per canali scoperti da bonifica. E può essere di vari materiali (ghisa, cemento, gres o semplicemente terreno).
Ma a Lotzorai il problema principale sembrava quello di dover collocare il Collettore Fognario in una zona dove non poteva creare disagi e malumori alla popolazione, ed invece di far fare un percorso dritto (toccando di conseguenza vari terreni privati) per evitare inutile spreco idraulico e di denaro, si preferì accontentare i suddetti proprietari e farlo passare su stradine secondarie con un percorso decisamente più lungo.
E solo nel Gennaio del 2006 Lotzorai riuscì (dopo vari ripensamenti) finalmente a collegarsi al depuratore di Tortolì-Arbatax evitando di inquinare soprattutto nel periodo estivo il Rio Pramaera ed il Litorale.
Aprile 2009: La Sentenza
Son passati quasi nove anni da quell’estate in cui è cominciato il tira e molla tra il concessionario del Rio Pramaera e il Comune di Lotzorai: è cominciato tutto un pomeriggio di metà estate, un estate calda e afosa che solo un pazzo avrebbe potuto mettersi a lavorare sotto quel sole cocente; un pazzo o un fanatico e parsimonioso del suo lavoro, che come ogni giorno si era recato ad aprire con una semplice pala la foce del fiume per far ossigenare l’acqua che altrimenti avrebbe fatto morire tantissimi pesci. Non sospettando minimamente che quel pomeriggio sarebbe stato diverso sollevando le ire dei turisti che incuranti delle sue motivazioni erano desiderosi solo di un mare pulito, senza alghe ne qualsiasi cosa potesse rovinare quel pomeriggio. Battibecchi, dispettini , per poi arrivare a minacce e denunce. E tutto ciò che poteva fare il concessionario era cercare di spiegare le sue motivazioni, il perché dell’apertura della foce proprio in quell’orario della giornata, cercare di fargli capire che lo sporco non arrivava direttamente dal fiume bensì da più a monte e cioè dal depuratore del paese che in quel periodo era praticamente andato in tilt molto probabilmente per l’improvvisa crescita della popolazione a causa del turismo, e che collegato con un canale al rio Pramaera riversava su di esso i vari liquami. A quel punto appurato con le varie competenze che la foce bisognava aprirla ogni giorno per garantire l’ossigenazione dell’acqua, si era trovato un’ accordo con il comune per aprire la foce in ore prestabilite in modo da garantire al turista la sua estate; con la promessa che il comune avrebbe avrebbe fatto di tutto per riparare il depuratore e andare incontro al concessionario.
Promesse da marinaio mai mantenute che si sono protratte per mesi, fino a che sentitosi preso in giro dal Sindaco del suo stesso comune che dovrebbe sempre tutelare ed aiutare i suoi cittadini si è visto costretto a denunciarlo. Dopo quasi 9 anni di attese e di speranze, in cui c’erano mesi dove il pescato era irrisorio a causa della forte moria degli avvannoti e dei pesci più adulti avvenuta in quegli anni dove tutti facevano a gara a voler dire la loro, per lo più per andare addosso al concessionario, definendolo un’ illuso e altro ancora solo per aver avuto il coraggio di essersi schierato contro il proprio comune a discapito del suo stesso lavoro, perdendoci qualche volta il cliente, ma mai la faccia; convinto di far sempre la cosa giusta per lui e per salvaguardare non solo il suo lavoro ma anche tutto ciò che lo riguardava, infischiandosene di tutto e di tutti, dopo varie udienze e dibattimenti si è concluso finalmente il processo contro il comune, con la vittoria piena ed assoluta del pescatore. Ora è il comune a dover pagare, o per lo più dovrebbe essere il sindaco che guidava il paese in quell’anno che dovrebbe farsi carico di questa sua sconfitta, il quale dando ascolto solo a se stesso per il semplice fatto che aveva un po’ di gradi in più di un semplice pescatore, ha preso la decisione più sbagliata, che chiunque avrebbe potuto prendere; dimostrando che a volte non serve chissà quale studio e istruzione per rispettare l’ambiente e tutto ciò che lo circonda. Purtroppo non sarà lui a pagare, ma certamente e inconsapevolmente dalle tasse di tutti i cittadini del paese, quello stesso paese che prima gli è andato contro, che l’ha deriso e che forse solo alla fine un po’ l’ha capito. P.S.: e a distanza di quasi 9 anni da quella calda estate il pescatore Deiana Adriano, nonché concessionario del Rio Pramaera, nel Febbraio 2010 è stato risarcito.
NOZIONI DI DIRITTO...SULLA PESCA
Tutela delle acque: La legge 10 maggio 1976, n. 319, regola in modo organico la materia della tutela delle acque. Tale legge impone la disciplina degli scarichi di qualsiasi tipo, pubblici e privati, diretti e indiretti, in tutte le acque superficiali e sotterranee, interne e marine, pubbliche e private, nonché nelle fognature, nel suolo e nel sottosuolo. La legge fissa, inoltre, i criteri generali per l’utilizzazione e lo scarico delle acque, la redazione di un piano generale di risanamento delle acque (sulla base di piani regionali) e una serie di controlli, secondo competenze suddivise tra stato, regioni, province e comuni. In sostanza è prevista una fase (durata 2 anni) di rilevamento dei dati oggettivi e una successiva fase (durata 3 anni) di programmazione degli interventi e un conseguente adeguamento progressivo degli scarichi ai diversi gradi di accettabilità indicati da apposite tabelle. Nel caso di scarico abusivo (cioè di scarico con grado di nocività superiore a quello consentito o senza autorizzazione), sono previste sanzioni penali (contravvenzioni)anche a solo titolo di colpa, con ammende piuttosto elevate. E’ stabilito, anche, che la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’esecuzione degli impianti necessari per riportare lo scarico nei limiti di accettabilità.
Leggi sulla pesca: La legge sulla pesca contenuta nel R.D. 8 ottobre 1931, n. 1064, sulle infrazioni dice che la pesca nelle acque interne di proprietà privata o soggette a diritti esclusivi è punita, quando avvenga senza il consenso del proprietario o del titolare dei relativi diritti, con ammende variabili. La pesca con esplosivi, con corrente elettrica o con sostanze atte a stordire o a uccidere la fauna ittica è punita con l’arresto da 10 giorni a 6 mesi o con ammende variabili. Per la pesca senza licenza sono previste sanzioni amministrative variabili. Nell’ipotesi in cui, pur avendo conseguito la relativa autorizzazione, il pescatore non l’abbia por tata con sé, le sanzioni diminuirebbero.
Beni Demaniali: I beni pubblici, cioè appartenenti allo stato, alle regioni, alle province e ai comuni sono detti beni demaniali. Demanio necessario: E’ composto da quei beni che possono essere solamente demaniali e che, quindi, sono tutti una proprietà dello stato. Si distinguono un demanio idrico (fiumi, laghi, torrenti e altre acque pubbliche), un demanio marittimo (mare territoriale e lido marino) e un demanio militare ( tutte le opere destinate alla difesa nazionale). Demanio accidentale: comprende, invece, quei beni che sono demaniali solamente se sono proprietà dello stato, delle regioni, delle province o dei comuni. Esso si divide in demanio stradale, ferroviario, aeronautico, artistico. Fanno parte del demanio accidentale anche gli acquedotti e i cimiteri. I beni demaniali sono regolati da norme particolari, dettati appunto dalla considerazione che si tratta di beni destinati a fini pubblici: sono inalienabili, non possono formare oggetto di possesso, non possono essere acquistati per usucapione, e sono tutelati non solo con le azioni a difesa delle proprietà, ma anche in via amministrativa, mediante atti di polizia demaniale.
SNC: La società in nome collettivo è normalmente composta da poche persone, che collaborano in una certa misura al conseguimento dello scopo comune e sono tutte animate da reciproca fiducia. Questo tipo di società, se offre i vantaggi di un’agevole gestione da parte di tutti i soci, ha però lo svantaggio della personale responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni sociali, per cui le sfortune della società coinvolgono tutti i soci, i quali sono anch’essi dichiarati falliti, se viene dichiarata fallita la società. Il legislatore, tra l’altro ha stabilito che nessun socio può trasferire a terzi la propria quota sociale senza il consenso degli altri soci (o della maggioranza). Altrettanto comprensibile è il divieto, posto a ciascun socio, di esercitare per conto proprio o altrui un’ attività concorrente a quella della società. Il legislatore ha stabilito una serie di norme che hanno lo scopo di non far dipendere le sorti della società dalle vicende personali dei soci. Poiché nella maggior parte dei casi le società collettive sono di modeste dimensioni, di solito il potere di amministrare e di rappresentare la società è conferito a un solo socio indicato nel contratto sociale.
Il piccolo imprenditore: L’art. 2083 del cod. civ. definisce così il piccolo imprenditore:” Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia”.
Le imbarcazioni da diporto: Le imbarcazioni da diporto devono essere iscritte su appositi registri, tenuti dalle capitanerie di porto, dagli uffici circondariali marittimi, dalle delegazioni di spiaggia e dagli uffici della motorizzazione civile. Per ottenere l’iscrizione, occorre presentare all’ufficio competente: a) il titolo di proprietà dello scafo in originale o in copia autentica; b)il certificato di stazza. Oltre all’iscrizione della barca nei registri, occorre ottenere l’abilitazione alla navigazione, attestata da un’apposita licenza. La quale può variare a seconda delle caratteristiche e le possibilità dello scafo.