abbandonato a se stesso, senza curarsi di evitarle nemmeno il solo peso dei rifiuti, non è mai stata una grande attrattiva, almeno per il turista alle volte troppo esigente per accontentarsi delle piccole cose che lo circondano.A distanza di un paio d’anni da quando cioè si è voluto impegnare lo stesso concessionario del fiume (nonostante la cura delle sponde e del sottobosco non facessero parte del suo lavoro, e sapendo da subito che avrebbe dovuto trascurare il suo mestiere di pescatore) trasformandolo in un piccolo paradiso dove il turista non passa più per quella strada solo perché si trova di passaggio o a comprare un kg di pesce, ma si ferma estasiata di fronte a tanta pace e tanta bellezza, dove tutto intorno a lui sembra vivere. Oggi, ci si può passeggiare, ci si può sedere di fronte al fiume negli appositi sgabelli o addirittura fermarsi a mangiare nei tavoli collocati lungo tutto il sottobosco; ci si può praticare pesca sportiva per prendere qualche trota e passare un pomeriggio diverso noleggiando una barca a remi per visitare da vicino i tanti uccelli acquatici che vi abitano. E tutto ciò a dispetto di chi per anni ha ostacolato questo ragazzo fortunatamente molto testardo e tenace.
Il clima nei dintorni è mutevole, come tutto ciò che vive; le stagioni più calde qualche volta portano siccità e afa; come le stagioni che dovrebbero essere piovose e fredde si tramutano in primavere con qualche accenno di temporale.


C’è un progetto che potrebbe di gran lunga migliorare l’aspetto e la qualità del fiume stesso: come molti sapranno il Rio Pramaera non è costituito solo del tratto che si intravede dalla strada, ma al suo interno (come abbiamo già detto in un altro articolo) ci sono 2 diramazioni che vengono alimentate anch’esse con l’acqua che arriva da monte durante le piene e naturalmente come tutti i fiumi che si rispettino dalla sua foce.
Avendo però stagioni fredde poco piovose, nella stagione calda ci si ritrova con una quantità minima di acqua, e di conseguenza a causa delle continue mareggiate in cui la foce si chiude uno scarso ricambio idrico anche col mare.
Lo scopo del progetto, presentato da un paio d’anni ed ancora in fase di accertamenti forzati (di chi vorrebbe che non si facesse), avrebbe lo scopo di un ricambio d’acqua costante (presa a mare) per tutte le parti del fiume e questo grazie ad un tubo largo 2 metri situato alla foce con lo scopo di mantenerla sempre aperta evitando i soliti ristagni ed eventuali morie di pesci, favorire la risalita delle specie ittiche, regolarizzare la salinità e l’ossigenazione.
Il tubo per la presa a mare verrà completamente interrato con la sabbia e protetto nella propagine esposta alle correnti marine con un rivestimento in pietrame naturale (scogliera).
E con un canale di collegamento(presa dal fiume) tra il Pramaera e l’area lagunare alimentare più facilmente le due diramazioni, in dialetto sardo chiamate anche “s’arcai manna” e “s’arcai pittica”, con l’acqua che arriva direttamente da monte per controllarne la salinità delle acque dell’area lagunare con apposita paratoia ad apertura manuale.
All’interno dell’area lagunare ci sarà un impianto di cattura delle specie ittiche situato nell’ansa a nord dell’area realizzata da una barriera di pannelli in pvc appoggiati su pilastrini in cls tondi di diametro pari a 30 cm ancorati al fondo con fondazione continua in cls.
Lungo tutto il corso del fiume saranno situati dei pontili per la pesca sportiva, e delle capanne di osservazione fatte artigianalmente con legno e canneti, per chi volesse osservare l’habitat inosservato.
In definitiva l’intervento del progetto consiste nella realizzazione di una serie di opere necessarie principalmente alla regolazione delle acque dolci e salate nelle anse del fiume Pramaera.
La società promotrice dell’ intervento, ben consapevole degli effetti prodotti da una razionalizzazione troppo spietata delle attività produttive, non intende però trasformare l’area in una vasca di allevamento, bensì modernizzare l’apparato produttivo in stretta correlazione con l’equilibrio ecologico - ambientale della zona.
La società ha anche presentato un progetto per la realizzazione di un chiosco che darà la possibilità ai tanti turisti e non di poter degustare prodotti tipici (Muggini e Anguille cucinate allo spiedo).
Cronaca di una giornata d’estate (Anno 2001)
Da tempo l’attuale concessionario del fiume sollecitava il comune per il malfunzionamento del depuratore; il quale scaricando le fogne del paese tramite un canale all’interno del fiume rischiava l’asfissia del pescato. L’unico modo che aveva per difendere il fiume era il ricambio idrico tramite la bocca a mare che veniva effettuata giornalmente dallo stesso concessionario. Ma l’estate era sopraggiunta e se un depuratore costruito per un piccolo paese di 2000 abitanti deve sovraccaricarsi l’impegno di depurarla anche per le restanti 10 000 che vi soggiornano nel periodo estivo il problema c’è e rimane.
Sì perché dovete sapere che Lotzorai nonostante sia un piccolo paese è situato in una posizione geografica molto favorevole per il turismo; posto vicino al mare con una spiaggia lunga ben 5 Km, 5 campeggi sparsi per la costa (un tempo dotati di un loro piccolo depuratore), e in più gli alberghi e le varie case affittate diventa una cittadina da non sottovalutare. Ed il problema è proprio quì: nei mesi invernali si fa tanto per il turista che verrà ma caso strano ci si dimentica proprio del “bisogno” principale… un depuratore che funzioni.
Erano da poco sopraggiunte le 2 del pomeriggio del 4 agosto del 2001, un pomeriggio come tanti, molto afoso e apparentemente tranquillo.
In spiaggia poche persone, le più coraggiose che volevano sfidare le alte temperature di quelle ore. Il sig. Deiana Adriano, concessionario del fiume, come da routine si apprestò a compiere una mansione che ormai faceva quasi ad occhi chiusi… l’apertura della foce del fiume con la sua inseparabile pala. L’ora era propizia, infatti aspettava sempre che arrivasse la bassa marea in cui l’acqua del fiume si trovava ad un livello più alto rispetto al mare, in modo che le acque dolci affluissero con maggiore rapidità.
Ogni tanto si avvicinava qualche turista a curiosare e fare qualche domanda, ma tutto pareva si svolgesse in tranquillità.
Una volta aperta la foce, ed essersi assicurato del normale andamento dell’acqua, il pescatore si incamminò a guadagnarsi un meritato riposo. E fu allora che dei ragazzini cominciarono ad avvicinarsi alla foce con l’intento non di giocare fra di loro bensì di chiudere il canale (aperto faticosamente) con le mani, con i piedi, con qualsiasi cosa avessero in quel momento a disposizione. In quel momento il pescatore si girò e pensando inizialmente solo alla bravata di qualche ragazzino, lì intimò di smetterla e di allontanarsi; ma la loro risposta non fu per niente incoraggiante. Fecero finta di andarsene per poi tornare più sfacciati che mai ma soprattutto raddoppiati, anzi triplicati. Nel giro di un’ora c’era il caos più completo , grandi e piccini che cercavano di ostacolare il deflusso del fiume sul mare accusando il mal capitato di inquinare quest’ultimo non pensando che tra loro lui era l’unico ad avere tutte le carte in regola per fare ciò di cui lo accusavano. A nulla servì l’intervento delle forze dell’ordine che giustamente non potevano farci più di tanto.
Fu un attimo …. in cui si voltò e vedendo tanta gente mai vista prima contro di lui si fermò un istante e pensò…”Se la ragione è dalla mia perché in questo momento sono solo io a pensarlo?”. Si avvicinò ad un turista (forse il più saggio fra loro in quel momento) e invitandolo ad avvicinarsi al suo casotto situato a fianco al fiume stesso, gli mostrò tutte le autorizzazioni per fare ciò che stava facendo e spiegandogli che se si dovevano lamentare con qualcuno costui non doveva essere lui bensì il primo cittadino del paese e cioè il sindaco che forse non si rendeva ancora conto che il problema del depuratore doveva essere in cima alle cose da sistemare.
Poco dopo, arrivò il sindaco (contrariato principalmente per le ferie rovinate), e i turisti moltiplicati improvvisamente e capite le ragioni del pescatore assalirono il 1° cittadino infierendo contro di lui e tutta l’amministrazione comunale, dando il loro appoggio al sig. Deiana e se fosse stato necessario promettendogli il loro aiuto affinchè le cose per l’anno successivo fossero migliorate.
Dal sig. sindaco...solo promesse.
A distanza di mesi il problema non è stato risolto. Stà tornando la stagione estiva, ma Lotzorai (se non si farà presto qualcosa) rischierà di diventare per il turista un luogo solo di “passaggio”….
S.P.
Lettera aperta al Sig. Sindaco del comune di Lotzorai
Sig. Sindaco, chi gli scrive è un suo elettore, mi trovo per la prima volta costretto mio malgrado a scrivergli una lettera (...e spero l’ultima) per avere dei seri chiarimenti riguardo l’offesa che mi è stata fatta da lei l’altra sera accusandomi di sporcare il “nostro” mare, le spiagge e il fiume, luoghi in cui sono nato e vissuto da 38 anni e che amo più di me stesso, dove da anni dedico il mio tempo libero (e non solo) alla pulizia delle sponde del fiume e del tratto di spiaggia che lo circonda.
Credo e spero che quanto abbia detto non siano parole dettate con la sua testa ma bensì pensieri di qualcuno di cui lei si fida ciecamente che ha raccolto non sapendo del grave errore che stava commettendo; perché se oggi il nostro Paese si ritrova in una situazione non tanto felice, non bisogna dare la colpa con chi cerca di migliorarlo, ma all’invidia, alla cattiveria e alla falsità di alcune persone che ci hanno amministrato negli anni passati.
Quando 6 anni fa cominciai a pulire le sponde del fiume, mi trovai di fronte una discarica abusiva (al lato alcune foto); ho ripulito questo posto a spese mie (al contrario di quanto qualcuno abbia detto che era il comune che ci stava pensando); ogni 20 giorni passo con il decespugliatore lungo tutta la costa ed ogni volta sono 50 000 lire di benzina che non mi rimborsa nessuno (e di cui non è mai stata mia intenzione chiedere nulla). Ho costruito dei tavoli in legno con degli appositi sgabelli per rendere il posto più accogliente, e quando qualcuno butta per terra una cicca di sigaretta, una bottiglia vuota e della carta sono io che passo con un sacchetto della spazzatura per raccoglierlo e buttarlo al primo cassonetto che trovo nel paese e questo perché il comune non si è scomodato neanche a mettere qualche cestino qua e là.
E di tutto questo la mia unica soddisfazione è stata quando la scorsa estate, un gruppo di ragazzini di circa 10 anni dopo essersi fermati a mangiare lungo la sponda del fiume, prima di andar via hanno raccolto tutta la loro spazzatura in un sacchetto portandosela con se. Con quel piccolo e semplice gesto mi hanno fatto capire che qualcuno aveva apprezzato il mio duro lavoro. Penso sinceramente che anche lei dovrebbe prendere esempio da quei ragazzini.
La invito tra l’altro a non ascoltare le persone false e invidiose, ricordandole che la scorsa estate quando il Sindaco di Baunei le ha telefonato dicendogli che dal fiume usciva dell’acqua sporca che inquinava anche le loro spiagge, lei con il vice sindaco siete andati alla foce per accertarvi che non era vero perché quest’ultima era chiusa. Ed è questo che gli chiedo di fare, di accertarsi di persona come stanno realmente le cose.
Se qualcuno le dice che l’acqua del depuratore (non funzionante) non può uccidere tutto ciò che si trova nel fiume, se ha un po’ di giudizio non le dia ascolto ma faccia come ho fatto io, faccia analizzare l’acqua. E se qualcuno insiste dicendo che non è possibile che dal depuratore possano uscire ‘preservativi’ e ‘pannolini’ vada ad accertarsene lei stesso, e se questo qualcuno continua a dire in giro e al bar che il mio progetto non potrà mai essere accettato perché ricade in zona posta a vincolo, le dica che c’è una legge che dice che dopo 5 anni fa decadere il vincolo, e le dica anche che se si vuole rendere utile per il paese che non lo faccia attraverso le ‘critiche da bar’.
Il mio tempo libero lo trascorro dedicandomi alla pulizia del fiume, costui può passarlo in tante altre cose utili.
Come tutti sanno tenendo la foce chiusa si è usato il fiume come una grossa vasca per decantare l’acqua del depuratore (non funzionante), correndo un grosso rischio per turisti e residenti. Il sottoscritto tutti i giorni si preoccupava di allontanare i tanti bambini che incuranti del pericolo si avvicinavano al fiume per giocare, inconsapevoli che sarebbe bastata una lieve ferita perché venissero a contatto con quell’acqua infetta diventando molto pericoloso. E vi chiedo perché correre questi rischi quando sarebbe stato più semplice mettere nella zona il ‘Divieto di Balneazione’ considerando che molti virus si possono contagiare anche per via aerea?
Non conoscendola più di tanto il sottoscritto non si permette di giudicare la sua persona e tutto ciò che le chiedo è il rispetto reciproco, al contrario di come si è comportato lei l’altra sera.
Concludo nel chiederle spiegazioni alle sue accuse quando le ho chiesto se quest’anno mi si dava il diritto (di tutti) di poter lavorare, un diritto che l’anno scorso mi è stato negato.
Deiana Adriano
Sig. Sindaco, chi gli scrive è un suo elettore, mi trovo per la prima volta costretto mio malgrado a scrivergli una lettera (...e spero l’ultima) per avere dei seri chiarimenti riguardo l’offesa che mi è stata fatta da lei l’altra sera accusandomi di sporcare il “nostro” mare, le spiagge e il fiume, luoghi in cui sono nato e vissuto da 38 anni e che amo più di me stesso, dove da anni dedico il mio tempo libero (e non solo) alla pulizia delle sponde del fiume e del tratto di spiaggia che lo circonda.
Credo e spero che quanto abbia detto non siano parole dettate con la sua testa ma bensì pensieri di qualcuno di cui lei si fida ciecamente che ha raccolto non sapendo del grave errore che stava commettendo; perché se oggi il nostro Paese si ritrova in una situazione non tanto felice, non bisogna dare la colpa con chi cerca di migliorarlo, ma all’invidia, alla cattiveria e alla falsità di alcune persone che ci hanno amministrato negli anni passati.
Quando 6 anni fa cominciai a pulire le sponde del fiume, mi trovai di fronte una discarica abusiva (al lato alcune foto); ho ripulito questo posto a spese mie (al contrario di quanto qualcuno abbia detto che era il comune che ci stava pensando); ogni 20 giorni passo con il decespugliatore lungo tutta la costa ed ogni volta sono 50 000 lire di benzina che non mi rimborsa nessuno (e di cui non è mai stata mia intenzione chiedere nulla). Ho costruito dei tavoli in legno con degli appositi sgabelli per rendere il posto più accogliente, e quando qualcuno butta per terra una cicca di sigaretta, una bottiglia vuota e della carta sono io che passo con un sacchetto della spazzatura per raccoglierlo e buttarlo al primo cassonetto che trovo nel paese e questo perché il comune non si è scomodato neanche a mettere qualche cestino qua e là.
E di tutto questo la mia unica soddisfazione è stata quando la scorsa estate, un gruppo di ragazzini di circa 10 anni dopo essersi fermati a mangiare lungo la sponda del fiume, prima di andar via hanno raccolto tutta la loro spazzatura in un sacchetto portandosela con se. Con quel piccolo e semplice gesto mi hanno fatto capire che qualcuno aveva apprezzato il mio duro lavoro. Penso sinceramente che anche lei dovrebbe prendere esempio da quei ragazzini.
La invito tra l’altro a non ascoltare le persone false e invidiose, ricordandole che la scorsa estate quando il Sindaco di Baunei le ha telefonato dicendogli che dal fiume usciva dell’acqua sporca che inquinava anche le loro spiagge, lei con il vice sindaco siete andati alla foce per accertarvi che non era vero perché quest’ultima era chiusa. Ed è questo che gli chiedo di fare, di accertarsi di persona come stanno realmente le cose.
Se qualcuno le dice che l’acqua del depuratore (non funzionante) non può uccidere tutto ciò che si trova nel fiume, se ha un po’ di giudizio non le dia ascolto ma faccia come ho fatto io, faccia analizzare l’acqua. E se qualcuno insiste dicendo che non è possibile che dal depuratore possano uscire ‘preservativi’ e ‘pannolini’ vada ad accertarsene lei stesso, e se questo qualcuno continua a dire in giro e al bar che il mio progetto non potrà mai essere accettato perché ricade in zona posta a vincolo, le dica che c’è una legge che dice che dopo 5 anni fa decadere il vincolo, e le dica anche che se si vuole rendere utile per il paese che non lo faccia attraverso le ‘critiche da bar’.
Il mio tempo libero lo trascorro dedicandomi alla pulizia del fiume, costui può passarlo in tante altre cose utili.
Come tutti sanno tenendo la foce chiusa si è usato il fiume come una grossa vasca per decantare l’acqua del depuratore (non funzionante), correndo un grosso rischio per turisti e residenti. Il sottoscritto tutti i giorni si preoccupava di allontanare i tanti bambini che incuranti del pericolo si avvicinavano al fiume per giocare, inconsapevoli che sarebbe bastata una lieve ferita perché venissero a contatto con quell’acqua infetta diventando molto pericoloso. E vi chiedo perché correre questi rischi quando sarebbe stato più semplice mettere nella zona il ‘Divieto di Balneazione’ considerando che molti virus si possono contagiare anche per via aerea?
Non conoscendola più di tanto il sottoscritto non si permette di giudicare la sua persona e tutto ciò che le chiedo è il rispetto reciproco, al contrario di come si è comportato lei l’altra sera.
Concludo nel chiederle spiegazioni alle sue accuse quando le ho chiesto se quest’anno mi si dava il diritto (di tutti) di poter lavorare, un diritto che l’anno scorso mi è stato negato.
Deiana Adriano
Nonostante le continue sollecitazioni da parte della Società l’ inquinamento, all’ interno del fiume è ancora in atto (2001). Il concessionario si è vistosi costretto a rivolgersi ad un avvocato:
La Soc. San Salvatore vistasi costretta ad andare per via legali, è oggi in attesa di un processo che sicuramente avrà bisogno del suo tempo per trovare la giusta conclusione.
Dopo aver costatato la mancanza integrità morale dell’ amministrazione comunale, che ha fatto di tutto per scansare l’ipotesi dell’apertura della foce con l’aiuto della forza politica (la stessa Regione che per anni gli rilasciava senza difficoltà le autorizzazioni necessarie ne minacciava la revoca), e dopo le promesse gridate a gran voce con il semplice scopo di sedare gli animi offesi, la società a questo punto ha preteso di farsi mettere nero su bianco il divieto per aprire la foce, e in qualora ci fosse stata una moria di pesci come l’anno precedente, gli avrebbe ritenuti i diretti responsabili.
E fu a questo punto che la Regione chiamò l’attenzione di un esperto in materia: e il 26 Luglio 2002 un sopraluogo di un professore dell’Università di Sassari ha costatato la cattiva salute del Rio Pramaera a causa dei continui scarichi fognari da parte del comune e della chiusura forzata della foce del Pramaera, e l’urgenza della sua apertura. Definendo inconcepibile far morire così un habitat pieno di vita come un fiume.
(Autunno 2002) Accordi con il Comune
Di questa relazione una copia è andata in comune per far conoscere la reale condizione in cui è stato costretto a vivere in questi anni il Rio Pramaera. E finalmente allarmati da tanta gravità, e resisi conto dell’enorme errore da loro compiuto si videro costretti a convocare il presidente della Societa San Salvatore per trovare con lui un accordo: vista l’ urgenza, nonostante in piena stagione estiva, di aprire lo sbocco a mare giornalmente, hanno offerto al presidente della suddetta società l’opportunità di impegnarsi lui stesso ad aprirla tutti i giorni al tramonto e di richiuderla al sorgere del sole con l’aiuto, a sua scelta (qualora ne avesse avuto bisogno) di un mezzo meccanico; di sbarrare il fiume prima del suo sbocco con una rete in modo da non far fuoriuscire le alghe contaminate in mare dove ogni giorno si riversavano i tanti bagnanti; e di ripulire le reti dalle inevitabili alghe, il tutto per una cifra pari a euro 3800, con il quale doveva provvedere a pagare l’utilizzo del mezzo meccanico giornaliero e l’acquisto di apposite reti per lo sbarramento, e il tutto per un mese esatto.
Per quanto è stato possibile per tutto il mese di Agosto si è potuto avere un ricambio abbastanza costante fiume-mare, anche se molte sere a causa delle ormai conosciute bizze delle maree l’apertura durava troppo .
Oggi a inizio di Ottobre, a stagione estiva conclusa il concessionario del fiume può finalmente aprire la foce durante gli orari di bassa marea, e per quanto riguarda il depuratore …?
Come si presenterà la prossima stagione estiva?
Finalmente a fine Agosto, a stagione ormai compromessa per la pesca della Società San Salvatore, l’amministrazione comunale ha provveduto ad aggiustare il depuratore, ma essendo quest’ ultimo di 2° livello, le acque che vi fuoriescono saranno sempre ricchissime di azoto, fosforo ed altre sostanze che facilitano la crescita di molte alghe presenti nel fiume, e quindi si dovrà sperare in annate più piovose per poter avere un maggior ricambio idrico.
La soluzione migliore sarà quando ci sarà un collettore fognario che avrà il compito di convogliare i reflui direttamente al depuratore del Consorzio Industriale, eliminando così il canale a cielo aperto che confluisce con il Pramaera.


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