RIO PRAMAERA

RIO PRAMAERA

domenica 20 giugno 2010

L'ALLUVIONE ( 28 Nov. 2008)

28 NOVEMBRE 2008: Quando la natura si ribella e dice basta!
Dopo un giorno intero di pioggia continua nella tarda sera del 27 Novembre si abbattè nell’intera Ogliastra una pioggia dall’ intensità indescrivibile, riversando intorno alle 2 del mattino del 28 Novembre tutte le acque cadute a monte nei due fiumi principali Rio Pramaera e Rio Girasole; Ma Adriano (Pescatore e concessionario del Rio Pramaera) preoccupato che i bertavelli posti lungo il corso del fiume potessero essere minacciati da una piena troppo grossa proveniente da monte, dopo aver fatto il solito giro d’ispezione a Pollu (che faceva ogni volta che pioveva in quel modo e dove vi era il container con tutta la sua attrezzatura) rincasò apparentemente tranquillo e quasi certo che al mattino successivo avrebbe ritrovato tutto come aveva appena lasciato. Nulla a Pollu faceva pensare il contrario. Ed ora si capisce perché …. Ad un paio di giorni di distanza dall’alluvione che ha investito l’intero paese si fanno i conti dei danni rendendosi conto che è quasi impossibile quantificarli su un qualcosa che non esiste più.
Uno scenario irreale: al posto del container che nel periodo estivo fungeva da seconda casa, dove nei periodi più caldi si son visti festeggiati battesimi, compleanni, pranzi e cene con amici e parenti; un posto che chiunque gli poteva invidiare per la tranquillità, la brezza marina, il fresco delle piante e i tanti rumori naturali che solo un posto come quello poteva regalare e dove a fare da padroni erano i tanti animali acquatici che vi abitavano.
Ora tutto ciò non c’e più lasciando lo spazio ad un'unica e immensa distesa d’acqua profonda 3 metri. Tutto è cambiato non si sa se in meglio o in peggio questo sicuramente si saprà in seguito, ma di tutto il lavoro (completato appena un anno fa) dove vi facevano parte il tubo, le paratoie, i vari canali che si inoltravano all’interno del Rio Pramaera, costato centinaia di migliaia di euro, le barche mezze distrutte ed alcune neanche mai ritrovate, reti, bertavelli, tutto spazzato via in un attimo, come non fosse mai esistito …
Non si può neanche dar la colpa al Rio Pramaera che per una volta ha fatto quasi da spettatore agli eventi naturali, senza esserne direttamente protagonista.
Nessuno poteva certo immaginare che nonostante un’intera giornata di pioggia (fenomeno non raro in questo periodo dell’anno) fosse proprio il fiume vicino (il Fiume Girasole) distante circa 1 Km 1\2 dal Rio Pramaera si potesse ingrossare a tal punto da non accontentarsi più del suo letto scavalcando il suo argine per tracimare nella parte più debole del paese, ma anche la più produttiva, dove i vari campeggi fanno da padroni di casa ormai da decenni; Tutto spazzato via … le tante abitazioni disseminate lungo la costa le quali si sono ritrovate immerse dall’ acqua; nel giro di un paio d’ore il tranquillo Rio Girasole si è ingrossato a tal punto che come una scheggia impazzita e poi andato a scontrarsi col Rio Pramaera investendo tutto ciò che incontrava, compreso il container che trovandosi nella sua traiettoria la fatto letteralmente a pezzi con tutto ciò che c’era dentro compresa l’intera attività.

IL RIO GIRASOLE: UN VICINO SCOMODO E INVADENTE
Essendo questo giornale dedicato quasi interamente al Rio Pramaera e a tutto cio’ che lo circonda ci sembra superfluo parlare ancora di esso per spiegare cio’ che e’ successo anche perche’ la causa principale dell’alluvione appena passata e’ da ricercarla, come abbiamo precedentemente gia’ detto, in un altro fiume distante circa 1 Km 1/2 da esso e cioe’ il Rio Girasole (o Rio Mirenu).
Ma per riuscire a capire cosa è realmente successo nella notte tra il 27 e il 28 Novembre bisogna ritornare indietro nel tempo di almeno una cinquantina d’anni e cercare di capire cosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.
Circa cinquant’anni fa quando hanno fatto gli argini del Rio Girasole si è fatto il letto del fiume largo circa 100 metri pensano che i 100 metri di letto più i 2 argini alti circa 3 metri potessero bastare a contenere le piene che nelle stagioni piovose avvenivano. E così è stato per circa 50 anni (cioè fino ad oggi). Ma l’uomo non ha messo in conto un particolare importantissimo: le stagioni nel corso degli anni sono cambiate e continuano a cambiare. Se allora quelle strutture, studiate per poter contenere una certa portata d’acqua potevano bastare, oggi piovendo sempre meno ma con un’intensità sempre maggiore, ci possiamo rendere conto che le strutture attuali non sono più idonee. A questo proposito ci piacerebbe che chi dovrebbe prendere delle decisioni per cambiare e migliorare queste opere si assuma al più presto tale responsabilità e prenda degli impegni seri con tutti i cittadini che hanno le loro attivita’ e le abitazioni nei pressi del Rio Girasole e che non siano costretti ad abbandonare tutto o peggio ancora a dover ricominciare da capo ogni qualvolta che si presenta qualche piena.

DOMANDE SENZA RISPOSTA
Ed ora a distanza di un paio di giorni dal disastro nessuno ancora riesce a capire cosa sia realmente accaduto e ci si chiede se tutto ciò poteva essere evitato, facendo mille supposizioni: “E se non fosse mai arrivata tanta acqua da monte?”, ”Se l’acqua della diga su a monte non l’avrebbero scaricata proprio in un momento in cui a valle già si riversava l’acqua della pioggia di una intera giornata?”, “Per quale motivo il Rio Girasole non ha proseguito la sua folle corsa in mare?”, “E’ davvero possibile che il mare in tempesta abbia fatto come da barriera al fiume in piena facendolo tornare indietro fino a tracimare nei punti più deboli del suo stesso letto?”, “E se il letto del fiume Girasole fosse stato più largo in modo da contenere meglio la piena improvvisa?”, ”E se gli argini del fiume stesso sarebbero stati più alti e più robusti?”, “E se i letti dei fiumi fossero stati più puliti e con meno detriti?”, “Davvero si è fatto tutto il possibile per evitare l’inevitabile?”, ”E se morivano delle persone?”, ”E se questo fosse stato un avviso della natura”?. Chissà se arriveranno mai le risposte alle tante domande che ci si chiede in questi giorni.

SCIACALLAGGIO
Ma la cosa che fa più paura, oltre all’orrore che si vede lungo le spiagge, per le case e i campeggi colpiti (intere attività messe in ginocchio) e rendersi conto delle persone che approfittano della situazione dando al via ad ogni forma di sciacallaggio. Gente che a discapito delle persone colpite non si tirano indietro per portarsi via qualsiasi cosa trovata qua e là che sia un pezzo di remo o un po' di legna trascinata via dalle correnti e poi abbandonata come relitti ai piedi dei bagnasciuga; non pensando che tutto ciò che vi si trova, distrutto o no che sia, aveva ed ha sicuramente un proprietario.

QUALCOSA DI POSITIVO
L’unica nota positiva forse in tutta questa desolazione e affacciarsi dal ponte di Lotzorai e scorgervi sotto non più un letto di lastroni di cemento bensì vedere finalmente il letto cementato completamente fatto a pezzi dalla furia del fiume che anche se ci vorrà del tempo per riportarlo alla sua bellezza originale, solo il fatto che l’opera di smantellamento è finalmente iniziata (grazie all’intervento della natura) rende il tutto più possibile; scoprire poi che lo stesso fiume si è rimpossessato del suo vecchio percorso (dovuto deviare per permettere la più facile cementificazione senza le varie curve che aveva in origine) il quale per anni è stato dimenticato dall’ attenzione della Regione Sardegna e quindi oggetto di abusivismo da parte di privati con terreni adiacenti, ricoprendolo quasi completamente di terra, detriti e tanto altro non fa altro che avvalorare la tesi di chi dice che anche se momentaneamente un fiume si dovesse ritirare dal suo letto per improvvise e non volute deviazioni esso prima o poi ritornerà sempre a scorrere nel suo vecchio percorso, se pur a discapito di tanti che approfittando della situazione vogliono fare da padroni in casa d’altri (in questo caso del fiume stesso)deviato solo per fare un opera che a detta di molti per tanti danni causati in questi anni era da smantellare tanto tempo fa..



Dall’Unione Sarda dopo l’alluvione (del 28 Novembre 2008)
Pareri contrastanti

-"Alluvione, ora è caccia ai colpevoli"

-I sindaci:” Nessuna manutenzione sugli alvei dei fiumi”

Mentre imperversava su tutta l’isola il maltempo, nell’Ogliastra già si temeva il peggio. Ma nonostante fossero tutti più o meno preparati all’imminente maltempo nessuno poteva immaginare cosa stava per investirci.
Campidano, Oristanese … da per tutto si contavano i danni, fino a che è toccato anche a noi ogliastrini scontrarsi con questa amara realtà; per poi finire, come da copione a polemiche ed accuse reciproche.
In un articolo di ‘Nino Melis’ dell’Unione Sarda del 3 Dicembre i due sindaci dei due fiumi sotto accusa (di Girasole e Lotzorai) puntano il dito contro il Consorzio di Bonifica (che il sindaco di Girasole accusa di non aver effettuato la pulizia degli alvei) e l’ufficio tutela del paesaggio (che il sindaco di Lotzorai accusa di aver ostacolato il progetto, finanziato dalla regione con 3 milioni di euro per la rimozione del cemento dall’ alveo del Rio Pramaera).
Di seguito uno stralcio dell’articolo:
“Per oltre mezzo secolo le dighe in terra battuta a protezione dei fiumi Girasole e Pramaera hanno contrastato con successo gli eventi meteorologici più gravi. Fino a venerdì scorso, quando hanno ceduto. Per due motivi: l’eccezionalità delle precipitazioni e l’incuria degli uomini.
Su un fatto concordano tutti: la distruzione dei tre campeggi e di numerose aziende agricole nella piana di Donigala è stata causata all’esondazione dei due fiumi bloccati alla foce dal mare in burrasca, hanno generato effetti apocalittici.
Resta comunque singolare il fatto che la diga in terra sul Rio Girasole abbia ceduto là dove l’uomo ha operato interventi arbitrari.
Si parla di una pista realizzata da un escavatore per liberare un mezzo meccanico bloccato dal fango. A ridosso del ponte sulla statale 125 sono però evidenti le tracce del fiume esondato in corrispondenza di un’altra pista, realizzata per facilitare l’accesso dei mezzi meccanici. Pe ampi tratti le pietre di rivestimento della diga costruita negli anni ‘50 per la bonifica della piana di Donigala sono state saccheggiate da ignoti vandali. Nessuno ha vigilato, nessuno è responsabile. ‘Ricordo - commenta Alferio Murgia, fondatore di Legambiente in Ogliastra - che i responsabili della Bonifica tenevano puliti gli alvei dei fiumi e i canali, non esitavano a portare in tribunale i trasgressori. Sulla diga avevano perfino vietato il pascolo per non indebolire la resistenza della diga in terra battuta’.
Con l’obbiettivo di strappare le terre più fertili alla palude, era stato realizzato anche un sistema di canali interni a protezione delle due dighe, collegati tra loro da un terzo canale parallelo alla spiaggia, a poche centinaia di metri dal mare. Quel canale è stato interrato un poco alla volta e di esso sono visibili ad oggi solo deboli tracce. L’assessore Cannoni ha garantito che le dighe e le opere di protezione dei fiumi saranno ripristinate. I sindaci vogliono però sapere quale ruolo dovrà svolgere il Consorzio di Bonifica Ogliastra per la manutenzione delle opere.”
Abbiamo voluto riassumere uno dei tanti articoli usciti in questi giorni perché a nostro avviso è uno di quelli che più di tutti riassume brevemente le dinamiche più importanti riguardanti il Rio Pramaera e il Rio Girasole di qust’alluvione.
CRONACHE DOPO L' ALLUVIONE
Dopo appena una settimana dall’alluvione che ha messo in ginocchio gran parte dell’Ogliastra, non ci si sorprende nel vedere come i più importanti quotidiani sardi hanno dato ampio spazio al fenomeno, con articoli a tutta pagina che lasciano di sicuro tanti lettori increduli ed inorriditi: A Siniscola ”Intere greggi spazzate via dalla furia dell’acqua”; “Alluvione, la Regione conta i danni”; “Triei, sei ponti spazzati via dalla pioggia”; A Lotzorai “Settanta roulottes in acqua”; “Alluvione, ora è caccia ai colpevoli”. Ma questi sono sicuramente una parte degli articoli pubblicati sui giornali locali per non parlare dei tanti servizi che i TG delle più importanti emittenti sarde hanno dato in questi giorni. Hanno parlato di privati che si son ritrovati l’acqua alle ginocchia, dei 3 campeggi di Lotzorai che essendo stati nella traiettoria del Rio Girasole al momento della fuoriuscita dal suo argine sono stati maggiormente colpiti; ingenti danni di sicuro a tal punto da pensare che per molti di loro la prossima apertura della stagione estiva si preannuncia molto difficoltosa.
Basta farsi un giro all’interno dei campeggi per capirne il motivo: Profondi solchi che fanno capire in modo chiaro e preciso la violenta e improvvisa invasione del Rio Girasole, Roulottes e Casemobili accatastate l’una con l’altra e mezze distrutte, strutture ricettive gravemente danneggiate… Eppure tutte hanno qualcosa in comune. Se pur i danni che hanno subito sono difficili da quantificare almeno CI SONO. Sono ancora là. Danneggiate, malconce ma pressoché recuperabili ….












STORIA DI UN PICCOLO IMPRENDITORE
Non si può dire certo la stessa cosa dell’attività del pescatore Adriano che nonostante da decenni lui (e prima di lui suo nonno) ha la concessione del Rio Pramaera e tutta la sua attività di pesca era situata intorno ad esso, dopo l’alluvione del 28 Novembre è stato cancellato, come se l’attività non fosse mai esistita: al suo posto una voragine d’acqua indescrivibile profonda un paio di metri;

La paratoia (che faceva parte dell’ultimo progetto finito appena un anno fa) che collegava il mare con il Rio Pramaera completamente ricoperta di sabbia, e insieme ad essa gran parte del tubo.


Basta farsi un giro prima dello sbocco a mare del Rio Pramaera per accorgersi dei detriti, bombole di gas, frigoriferi, e altro ancora per capire la devastazione che ha subito il fiume e l’urgente ripristino di cui avrebbe bisogno. Eppure sui giornali, o i TG non un cenno su di lui, sulla sua professione, sul lavoro fatto in questi anni per migliorare e valorizzare il Rio Pramaera e i terreni adiacenti che fanno parte anch’ essi della concessione.
Uno che ha sempre pagato le tasse anche quando queste superavano nettamente i guadagni e che non faceva nulla senza i pareri e le approvazioni di tutti gli Enti competenti.






Nessun commento:

Posta un commento